A richiesta di Prisca, ripubblico un post che avevo scritto qualche mese fa sul mio altro blog, quello dedicato al cazzeggio generale, con l’aggiunta di una foto che documenta lo stato alterato della vittima dopo l’esperimento:

Ho fatto annusare alla mia gatta Minerva i profumi che Silvio Levi mi ha fatto conoscere durante le sue Conversazioni sul mondo del profumo, tanto per vedere le reazioni di un olfatto felino. Ho cominciato con Let me play the lion (***), per via del nome felino. Minerva l’ha annusato, poi ha allontanato il musetto, ha giocato un po’ con la cartina, si dev’essere resa conto che non è commestibile, ha perso interesse e si è dedicata a lavarsi. Ho provato a metterle sotto il naso, una alla volta, tutte le altre cartine. Indifferenza totale. Al massimo, se proprio le avvicinavo molto, mi guardava scocciata, come per dire: “Che cavolo di esperimenti fai? Sono un gatto, mica una cavia!”, si è persino addormentata. Infine ho tirato fuori L’Antimatière (****). Minerva ha tirato su la testa di colpo, con gli occhioni verdi sbarrati, le orecchie dritte, annusava l’aria in tutte le direzioni, senza capire da dove venisse quell’odore. Si è messa a fissare un punto, nel vuoto, come fanno i gatti ogni tanto. è per questo che si dice vedano i fantasmi. E se L’Antimatière fosse l’odore di uno spettro?
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