Non so se ci avete fatto caso, ma la maggioranza delle persone, comprese le commesse di molte profumerie,  per descrivere una fragranza, dispongono di un vocabolario molto limitato. Di solito usano solo: “buono”, “fresco” e “troppo dolce” , che si traduce con “dà il voltastomaco”.

Invece, ogni profumo racconta ai nostri sensi una storia che merita tante parole. La più strana è fougére, perché indica un odore che non esiste: quello delle foglie di felce. La più golosa, che mi fa venire l’acquolina in bocca è: fruttato. La più ingannevole è legnoso,  perché è negativa in qualsiasi contesto al di fuori della profumeria, in cui, invece è usata per descrivere alcune fragranze buonissime. Anche cipriato confonde, perché non deriva da cipria ma da Cipro, isola che ha ispirato un famoso profumiere nel creare un sentore di legno e agrumi.

Per chi ha voglia di imparare  il linguaggio degli odori, Silvio Levi, grande esperto e appassionato di profumi, nonché avvincente conversatore,  terrà un mini corso di due lezioni nel suo negozio Calé a Milano. Gli incontri si svolgeranno mercoledì 10 e 17 marzo, dalle 18 alle 20.  Si entra gratis ma siccome la sala sopra il negozio è abbastanza piccola, è indispensabile prenotarsi via fax, email o per telefono a questo indirizzo:

Calé Fragranze d’Autore
Via Santa Maria alla Porta 5, Milano
Tel.  02 80509449
Fax 02 86457782
e-mail: shop@cale.it

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