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Scusate, non c’entra nulla con i profumi, ma devo dirlo:
non sono affatto d’accordo con il monologo di Roberto Saviano su Piergiorgio Welby.

Una persona ha il diritto di scegliere se seguire o no le direttive della Chiesa Cattolica. Ci mancherebbe. E ha il diritto di pretendere che lo Stato la rispetti le sue scelte e non le imponga, per legge, di vivere o di morire secondo una morale che non condivide.
Ma non ha il diritto di pretendere che la Chiesa approvi le sue scelte. Se non muori da cattolico, non ti faranno un funerale cattolico.
In qualunque paese del mondo questo è scontato. Ma in Italia no. Gli italiani, nei confronti della Chiesa, hanno lo stesso atteggiamento di un bambino di cinque anni verso la mamma: vuol fare come gli pare, ma se si sente disapprovato ne soffre come se avesse subito un’ingiustizia.
Non vale solo per Welby: Berlusconi è padronissimo di frequentare frotte di femmine, purché consenzienti (l’età legale è di 14 anni), farsi mollare dalla (seconda) moglie e rivendicare, con totale sprezzo del ridicolo, il proprio orgoglio di maschione latino. Ma non ha diritto di commissionare il “trattamento Boffo” contro chi si permette di rilevare che la morale cattolica consiglia comportamenti diversi.
Franco Grillini e gli altri hanno il sacrosanto diritto di chiedere allo Stato il riconoscimento delle coppie omosessuali, ma non di pretendere che la condanna morale dell’omosessualità (secondo loro “omofobia”) venga resa illegale. La libertà di pensiero vale anche per il pensiero che si rifà alla Bibbia.
Questo atteggiamento infantile si ripercuote in modo terribile sull’indipendenza della politica, soprattutto negli ultimi tempi. Gli italiani continuano a votare politici che dicono di rifarsi alla morale cattolica (quando non li riguarda personalmente). Ma poi gli elettori incolpano il Papa e i Vescovi se c’è la legge 40. Un popolo di adulti, semplicemente, voterebbe altri politici e avrebbe altre leggi.
La Chiesa Cattolica – obietta Saviano – ha fatto il funerale ad alcune delle peggiori merde mai vissute. É vero, però queste merde sono morte chiedendo perdono.
Welby, un grande uomo libero, ha scelto di morire come ha voluto, senza chiedere nessun perdono per una scelta che riteneva assolutamente giusta. Se la Chiesa avesse detto “poverino, lo perdoniamo” l’avrebbe trattato da debole, da vile, da bambino. È così che, purtroppo, vogliono essere trattati troppi italiani.

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