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Stasera, nel negozio Kiehl’s di Corso di Porta Ticinese a Milano, si festeggia il Ringraziamento. Sapete, è un marchio newyorkese e gli americani, dopo averci appioppato Babbo Natale e Halloween, adesso ci tentano con il Thanksgiving.
Perché ve ne parlo? Prima di tutto perché è un evento benefico a favore di Arché, un’associazione che aiuta mamme e bambini sieropositivi, e poi perché saranno esposti i lavori di una mia amica, Ericka Olaya Andrade, che crea bellissimi gattini e coniglietti di stoffa, a metà tra il pelouche e l’oggetto di design. Infine, e qui vengo finalmente al punto, Kiehl’s produce Original Musk (****), il mio muschio preferito: è aggressivo e animale, com’è giusto, visto che in natura questa sostanza, secreta dallle ghiandole anali di un cervide asiatico, serve a segnare il territorio, ma sa anche di pulito. La piramide olfattiva ufficiale elenca agrumi e fiori, ma io non li sento affatto. Percepisco solo il muschio, che è come un distillato di pelle maschile giovane e sana. Quando lo indosso, mi sembra di stare in compagnia di un ventenne strafigo, sebbene non dotato di particolare spessore intellettuale. Ma tanto con il profumo mica è indispensabile parlarci.

Original Musk: perché parlarci?

Credo che Original Musk sia completamente sintetico, perché è stato creato nel 1920 nella Kiehl’s Apothecary di New York, dove non passeggiano molti cervidi asiatici. La leggenda vuole che questa fragranza sia nata, in forma di olio, nel 1920, ma che sia stata messa da parte perché troppo provocante e aggressiva. Nel 1950 qualcuno l’ha riscoperta nel magazzino ed è stata messa in commercio con il nome di Love oil. Il successo, a New York, è stato istantaneo: gli uomini d’affari l’amavano perché conferisce un’aura da “maschio Alfa” e i playboy perché attira istintivamente le donne, che anche loro l’indossavano volentieri per il senso di forza e pulizia che trasmette. Inoltre, sia la fragranza in sé, che la crema corpo, si combinano benissimo con moltissimi profumi femminili e ne aumentano la persistenza.
L’uso del muschio artificiale non toglie nulla alla qualità di un profumo: Musc Nomade (****) di Annick Goutal, che ho scoperto recentemente grazie a Cream, non contiene neppure una goccia di muschio naturale, che è riprodotto grazie a muscone, una molecola di sintesi, angelica, fava tonka e labdano e reso più femminile dalla presenza di note di rosa. Annusandolo, si capisce perché secondo la tradizione islamica, il Paradiso ha il profumo del muschio. Non è molto persistente, ma pare che questa sia una scelta stilistica di Annick Goutal: secondo lei una persona deve essere libera di cambiare profumo più volte al giorno. Sta benissimo combinato con le altre fragranze della linea Les Orientalistes: Myrre Ardente (****), Ambre Fétiche (***) e Encens Flamboyant (***). Ciascuna delle essenze dominanti, infatti, è associata a qualcosa che le fa da contraltare e, insieme, la mette in risalto: il maschio muschio con la rosa femminile, la severa mirra con il godurioso benzoino (una resina che sa un po’ di vaniglia e cioccolato), l’incenso mozzafiato con il balsamo d’abete e l’ambra avvolgente con il secco iris.
Il muschio che mi ha fatto scoprire questa essenza, però, è White Musk (***) del Body Shop, un piccolo capolavoro della profumeria low cost. E’ costruito per esaltare il lato più pulito del muschio, con accenni di basilico e galbano e, soprattutto una robusta iniezione di femmililità: giglio, gelsomino, ylang ylang e rosa. A Londra, alla fine degli anni Ottanta, lo si sentiva dappertutto.
Un altra fragranza famosa, ma che io detesto è Muscs Koublai Khan (0) di Serge Lutens. L’ho sentito da poco perché prima era venduto solo nel suo negozio di Parigi, mentre adesso è stato inserito nella linea esportazione e quindi si trova un po’ ovunque. In giro se ne dice un gran bene, ma io lo trovo “sporco”, forse per colpa del cumino, una spezia che, in alte concentrazioni sa di sudore e dello zibetto, un’altra essenza animale (tipo un concentrato di lettiera di gatto), che potenziano il lato più bestiale e violento del muschio. Non riesco ad andare oltre la prima impressione, dopo due minuti ho voglia di lavarmi. Più che il mitico sovrano della Cina, a me viene in mente Attila, in versione Abatantuono: “A come atrocità, doppia T come terremoto e tragedia, I come ir di Dio, L come lag di sangue e A come adesso vengo e ti sfascio le corna !!”. Un vero flagello di Dio.

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