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L’arancio è il maiale della profumeria, nel senso che non si butta niente: dai boccioli si estraggono zagara e neroli, da foglie e rami il petigrain e, per ottenere l’essenza del frutto, basta spremere le bucce. I dettagli tecnici sono spiegati benissimo in questo blog. Malgrado questo, i profumi “all’arancia” non sono molto diffusi. Ed è un peccato, perché è un odore che non solo è buono, ma fa stare bene, anche meglio di quello dei corrispondenti fiori. Un’arancia è un piccolo sole, che sprigiona luce e energia proprio nel cuore dell’inverno, quando ce n’è più bisogno. In estate, invece, è tonificante e dissetante. Per me, come antidepressivo, il frutto delle Esperidi è secondo solo al gatto.
In questo periodo sto usando Bois d’Orange (***) di Roger&Gallet, perché mi tiene un po’ su il morale e perché è abbinato all’Huile Sublime, un magnifico olio non unto, elasticizzante e idratante, che protegge la pelle e i capelli sia dal freddo che dall’aria secca degli ambienti riscaldati. Malgrado sia un’eau de cologne, quindi poco concentrato, regge sulla pelle per moltissime ore.
Stranamente, al posto dell’arancio, che il mio naso percepisce benissimo, la piramide olfattiva ufficiale elenca il mandarino e il basilico, che non sento assolutamente. Inoltre, sempre tra le note dichiarate dal produttore, c’è l’ambra chiara, che non ho la minima idea di cosa sia, almeno in senso olfattivo. Conosco l’ambra grigia, un fissativo di origine animale dall’odore avvolgente e strano e l’ambretta (Hibiscus abelmoschus L) una pianta dai cui semi si estrae il profumo caldo e dolce che normalmente è detto “ambrato”. è quello, per esempio, che contraddistingue Blue Amber (*****) di Montale e Ambraliquida (****) dell’Erbolario. “Ambra chiara” per me non è un profumo, è un colore, tra l’altro un giallino-marroncino pallido assai poco entusiasmante.
Invece, oltre all’arancio, in questo profumo c’è parecchio legno, soprattutto di cedro, che io adoro. E, grazie al bergamotto, si sente chiaramente la parentela con l’acqua di colonia Jean Marie Farina (****), la fragranza fresca, legnosa e agrumata che è il simbolo di Roger&Gallet e si contende con la 4711 Echt Kölnisch Wasser (***), simile ma lievemente più dolce, il titolo di acqua di colonia più fedele alla formula originale creata nel 1695 da Gian Paolo Feminis (Farina era un suo socio).
Le fragranze Roger&Gallet, oltre che nelle normali profumerie, si trovano anche in alcune farmacie. La L’Oreal, che da qualche tempo ha acquisito il marchio, ha deciso di tornare alla tradizione antica, in cui i profumi erano visti come medicinali. Ovviamente, le acque di colonia non fanno niente contro le malattie, però fanno sentire felici, e non è poco. Della linea, mi fa impazzire anche Gingembre (****) a cui prima o poi dedicherò un post.

Un altro profumo all’arancia molto bello, delicato ma intenso e originale, è (untitled) (****)di Maison Martin Margiela. Insolitamente, il frutto delle Esperidi è associato al galbano e all’incenso. Tuttavia, malgrado la confezione e il nome da opera d’arte contemporanea e lo stile concettuale, di nicchia, degli abiti Margiela, (untitled) è molto piacevole e “alla mano”. Non a caso è distribiuto, oltre che in posti ultra snob come Corso Como 10, anche nelle grandi catene di profumeria come Douglas. In qualche modo, probabilmente grazie alla presenza del gelsomino, l’incenso, più che misticheggiante, risulta sensuale. (untitled) è forse la novità più bella degli ultimi mesi e spero che lanci la moda dell’arancio nella profumeria di massa. Anche il naso ha bisogno di vitamina C!

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