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Annusare alcuni tra i migliori profumi del mondo, chiacchierare con chi li ha creati e scoprire cosa contengono e come nasce una composizione olfattiva. Questa è l’esperienza proposta (tra l’altro gratis) da Esxence-The Scent of Excellence, la fiera della profumeria artistica che, dal 31 marzo al 3 aprile 2001 trasformerà il Palazzo della Permanente di Milano in un tempio degli aromi. Uno degli aspetti più affascinanti di Esxence è che negli stand non ci sono hostess e venditori, ma le menti che stanno davvero dietro alla creazione di un marchio e delle sue fragranze. L’anno scorso ho sfiorato la figuraccia con il celebre designer James Heeley, che ho preso per un simpatico commesso inglese e a cui ho raccontato senza reticenze le mie opinioni sui suoi prodotti. Ho scoperto chi fosse solo quando il suo ufficio stampa mi ha scritto, dicendo che lo avevo intervistato. E pensare che mi ero dichiarata giornalista e blogger solo perché, nel corso della chiacchierata, lui mi aveva chiesto cosa facessi nella vita…
Questo è possibile perché si tratta di una fiera delle case profumiere di nicchia: piccole aziende, spesso a conduzione familiare, che creano pochi prodotti, destinati, per la rarità delle materie prime o l’originalità della composizione, a un pubblico di veri appassionati, disposti ad andarseli a cercare nei rari negozi che li tengono o a comprarseli su internet.

L’anno scorso ho parlato con Erwin Creed, discendente in linea diretta del profumiere di Napoleone III, più bello (vedete foto) che simpatico e con Pierre Montale (nessuna parentela con il poeta), che voglio assolutamente beccare anche quest’anno. Infatti, mi aveva detto che il suo capolavoro è Pure Gold (***). Mi ha dato un campione, che ho provato e riprovato, ma non riesco a trovare straordinario quanto altre sue creazioni, come Blue Amber (*****) o Crystal Aoud (****), uno dei miei antidepressivi preferiti. Voglio chiedergli perché ami così tanto Pure Gold, un fiorito fruttato non particolarmente originale o affascinante, ma buono e ben costruito, come tutti gli altri della sua linea, famosa per aver diffuso nella profumeria occidentale l’uso dell’oud, una rara resina usata per secoli esclusivamente dalle case regnanti dei paesi arabi.
Non vedo l’ora di incontrare i giovani nasi che stanno dietro il marchio Etat Libre d’Orange. Spero proprio che ci sia Antoine Maisondieu, tra l’altro nipote dello scrittore Albert Camus e autore di Jasmin et Cigarette (*****)e altri profumi. Come appassionata di vampiri, m’incuriosisce anche Blood, una linea di fragranze ispirate ai gruppi sanguigni (?!).
La fiera è riservata agli operatori del settore per i primi due giorni e aperta a tutti il 2 e 3 aprile, dalle 10 alle 18. Dato che io ci andrò come giornalista, il 1 aprile (no, NON è un pesce!) vi farò sapere quali sono gli stand più interessanti e gli addetti ai lavori più brillanti e disponibili.
In base all’esperienza delle edizioni precedenti, vi posso già dire che da non perdere sono gli incontri coordinati da Mouillettes&Co e dalla simpaticissima e preparatissima Marika Vecchiattini (sì, l’autrice del “libro di testo”) Miti e realtà del mondo del profumo (sabato 2 alle ore 15 e domenica 3 alle ore 11.30, 14 e 16.30). Di sicuro, vale la pena di conoscere Silvio Levi, che ha ideato e organizzato tutta la baracca, Andy Tauer, profumiere autodidatta che confuta tutti gli stereotipi sugli svizzeri e Marie Huet di Parfums d’Orsay.
Promettono molto bene anche I Menù Parfumés di Extrait.it, ideati per aiutare anche chi non è esperto a orientarsi tra le varie fragranze in esposizione, cominciando ad annusare quelle più vicine ai propri gusti o interessi, i percorsi olfattivi Il profumo della notte di F.Faruolo e il Parcours initiatique de la conception d’un parfum dell’Osmotheque di Versailles con Maurice Maurin, il geniaccio che ha creato Amazone di Hermés. Per quest’ultimo, è meglio capire un po’ di francese, perché l’inglese di Maurin è agghiacciante, sempre che non abbia un interprete. Sembrano interessanti pure Ho Naso!, un percorso interattivo giocoso, in due fasi, per dare un “profumo” alle immagini e scoprire che anche tu puoi essere un ‘naso’ e Il profumo della notte, proposto da Smell Produzioni.
Tra gli stand, sono imprescindibili quelli di Mouillettes&Co, dove si scoprono le materie prime di cui sono composti i profumi e dell’Osmothèque di Versailles, il Conservatorio Internazionale dei Profumi, dove è possibile sentire le fragranze famose del passato o la versione originale di quelle ancora in commercio. Vi assicuro, avendoli provati l’anno scorso, che il Mitsouko originale, creato da Jacques Guerlain nel 1919 e quello in vendita ora nelle profumerie si somigliano al massimo quanto nonna e nipote. Bellissime entrambi, comunque.
Per partecipare, senza fare la coda all’ingresso, che promette di essere fantozziana, perché i visitatori raddoppiano ogni anno, vi conviene scaricare l’invito dal sito www.esxence.com. Fatemi sapere se venite, così magari ci troviamo. Io mi accamperò in via Turati per quattro giorni!

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