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Speravo che il trend dei profumi dessert, tipo Pink Sugar (**) di L’Acquolina fosse finito. Speravo di poter finalmente salire su un mezzo pubblico senza immergermi in una sciarpa imbevuta di Crystal Aoud (****), Jasmin et Cigarette (*****) o qualcos’altro di decente, per difendermi dagli insopportabili effluvi vanigliati, cioccolatosi, meringati e zuccherati, specialmente all’orario di uscita delle liceali.

Invece, Prada mi ha fregato, lanciando proprio adesso Candy (*) un caramello caramellosissimo, preciso identico all’odore dolce e lievemente untuoso dell’angolo popcorn e dolcetti dei cinema Multisala. Il flacone e il filmato pubblicitario sono talmente belli e provocanti, che sarà un successone.

Ma perché le ragazze sentono il bisogno di odorare di biscottino o zuccherino? Sperano che qualche passeggero del tram le morda? No, io credo che troppe donne abbiano sempre  fame e che il marketing dei cosmetici se ne sia accorto. L’attrazione naturale per il cibo dolce, vietato dall’ossessione per la magrezza, si è trasferita su altri oggetti, in primis i profumi. Solo che a me, disgraziatamente, le fragranze-dessert fanno schifo. Non hanno senso: non esprimono sensualità né personalità né classe. Anzi, secondo me Candy rende cheap qualsiasi look, con buona pace di Prada: è un profumo da morta di fame.

La prossima volta che prendo i mezzi, mi porto un sacchetto di ciambelline e le offro alle ragazze-meringa. Facciano come il topino e il gattino della foto: se vogliono un dolce, se lo mangino, invece di versarselo addosso. Tanto, non è privandosi di alcuni alimenti che si dimagrisce davvero. Le diete squilibrate fanno perdere peso in fretta, ma poi lasciano una tale voglia di zucchero che si ingrassa subito di nuovo. L’unica è imparare a mangiare di tutto nella giusta quantità, per tutta la vita. E tenere attivo il metabolismo con un po’ di attività fisica. Ve lo dice una che ha un indice di massa corporea di 19 e si sbafa le torte al cioccolato e i gelati.

 

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