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Questa è la porta del frigo di casa mia. Non sono una gran cuoca e non ho l’aria condizionata, per cui ci tengo soprattutto i profumi, almeno stanno al buio e a temperatura costante, il che dovrebbe conservarli meglio.

La porta del frigo di casa mia

La porta del frigo di casa mia

Ripiano più in alto, da sinistra:
Acqua di Stresa (***), roll on.
Mon Numéro 6 di L’Artisan Parfumeur, in spruzzino da viaggio, che non ho voglia di recensire perché gli acquatici non mi piacciono.
Bustina di plastica con dentro un campioncino rotto di Archives 69 (****) di L’Etat Libre D’Orange.
White Jasmin and Mint di Jo Malone (**)
Vetyver di Jo Malone (***)
Jasmin et Cigarette (*****) di L’Etat Libre d’Orange, quasi finito. Il mio compleanno è il 21 marzo.
Eau de Purcel (0). Miscuglio creato da me, contenente zagara, ylang-ylang (acque di colonia prese a Cuba) e Original Musk di Khiel’s.
Crystal Aoud (****) di Montale, dentro spruzzino di Sephora perché la confezione originale si è rotta subito (vedi ripiano intermedio).
Chyphre Rouge (****) di Serge Lutens.
Il profumo dei piccoli dell’Erbolario, da far provare ai miei nipotini, per avere la loro recensione.

Ripiano intermedio
Porcellana e Ottone di Santa Maria Novella “campioncini” da 50 ml l’uno.
Pleasures Exotic (****1/2) di Estée Lauder, un raro caso di flanker ancora più buono dell’originale.
La lattina con il tappo rotto di Crystal Aoud (vedi piano di sopra). I profumi Montale sono sublimi, ma li mettono dentro a ‘ste specie di confezioni di deodoranti. Una volta, il mio valoroso pulitore filippino si è pure spruzzato Crystal Aoud sotto le ascelle. E almeno le lattine fossero fatte bene, belle solide come quelle dell’Impulse. Invece, il tappino salta via con niente. Ok, i 110 euro li ho pagati volentieri per il contenuto, ma a quel prezzo potevano anche darmi un flacone decente.
Testa d’aglio dentro una retina di plastica blu, per condire gli spaghetti.L’olio e il peperoncino, ovviamente, non li tengo in frigo.
Le Dandy di D’Orsay.
Wasabi per il sushi dell’Esselunga, che non ce lo mette.
Violetta di Parma (0-) di Borsari.
Feminité du Bois di Shiseido/Serge Lutens, confezione da usare.
Feminité du Bois di Shiseido, confezione intonsa da rivendere quando sarà diventata un preziosissimo oggetto da collezione.
Breath of God nella confezione di BeNeverTooBusyToBeBeautiful. Adesso, è di Lush.
Ripiano più basso
Pink Sugar (*) di Miss Milkie.
Panna Spray.
Volantino di una pizzeria che fa consegne a domicilio (non so perché sia dentro, gli altri li attacco sulla porta con le calamite).
Ottone o Porcellana (vedi sopra) in spruzzino di Sephora.
Tabacco Toscano (****) della Farmacia di Santa Maria Novella.
Amazone (*****) di Hérmes. La prima fragranza che ho amato. A 4 anni mi davano un campionicino di questo capolavoro da annusare, durante i viaggi, perché soffrivo l’auto. Stavo male lo stesso e mi è venuta la mania dei profumi. Sì, in analisi ci sono stata. Soldi buttati: vi dico solo che la mia strizzacervelli usava Aromatics Elixir (0) di Clinique.
Manoumalia di Lez Nez.
Lavanda Ambrata della Farmacia di Santa Maria Novella, in spruzzino di Sephora. Quasi finita.
Colonia di ylang ylang (**) comprata a Cuba, in spruzzino di Sephora. Odore buono, persistenza zero. Facevo meglio a prendermi una boccia di rum.
Bois d’Orange (***) di Roger Gallet.
Verbena della Farmacia di Santa Maria Novella, in due spruzzini diversi. Non so perché.
Latte
Integratore alimentare rassodante e tonificante Inneov, che prima o poi mi deciderò a provare. Se divento una bonazza o, più probabilmente, mi trasformo in Hulk, sapete il perché.
Nel prossimo post, un altro inquietante spaccato della mia mente: l’interno del frigo.

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