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La storia è questa: “Nel deserto del Nevada, durante una gita, siamo stati sorpresi da un temporale: scrosci di pioggia violenta, tuoni, fulmini, l’aria che all’improvviso si elettrizza e sprigiona un aroma metallico. La paura e la fuga al riparo. Poi tutto si calma in un istante, torna il sole, e il deserto, rapido, fiorisce.” Silvio Levi, ideatore della linea Calé Fragranze d’autore, l’ha raccontata a due profumieri: Maurizio Cerizza e Max Buxton, che l’hanno trasformata ciascuno in una fragranza. Sorprendentemente diversa dall’altra.

Fulgor (****), di Buxton racconta il momento dello scroscio, la freschezza improvvisa e l’altrettanto improvvisa tensione, che solo dopo un po’ (sulla mia pelle, un’oretta) si addolcisce in un ambrato sollievo, quasi un abbraccio amichevole.

Roboris (*****), di Maurizio Cerizza, è la quiete dopo la tempesta, quando la sabbia diventa un’esplosione di colori e profumi. Sa di legno dolce, umido e di piante che odorano con tutta l’intensità possibile, perché la loro vita sarà breve. Il profumo di un uomo maturo, brillante e gentile, con cui mi piacerebbe passeggiare mano nella mano, nel deserto in fiore.


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