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diabolikevaLa prima volta che ho annusato Vitriol d’oeillet (***), mi è subito venuto in mente Diabolik: è un profumo scuro, avvolgente, ma con un come una tuta nera, ma con un lampo di luce limpida, occhi di ghiaccio e qualcosa di metallico, inquietante, come un pugnale lanciato nel buio.
Perché vi dico tutto ciò?
Intanto perché era da un pezzo che volevo scrivere qualcosa su Vitriol d’oeillet e poi perché quest’anno il fumetto di Diabolik compie cinquant’anni, festeggiato con una mostra a Cartoomics, l’annuale fiera del fumetto di Milano da 16 al 18 marzo.
Vitriol d’oeillet, nella cartella stampa, era improvvidamente associato a Jack Lo Squartatore, che non sappiamo che fosse ma che senz’altro, come tutti i femminicidi, sarà stato un fetente in senso morale e anche nasale.
Invece, Vitriol ha molto in comune con Diabolik, prima di tutto perché è bello. Poi, come il ladro dai mille volti, a descriverlo sembra vecchio (un fumetto italiano di 50 anni fa? Un profumo al garofano? bah, roba da soffitta) e invece è modernissimo. Il sentore “poveroso” del garofano, nel senso del fiore di Dianthus caryophyllus, che in effetti potrebbe fare un po’ “vecchio” è compensato dalla presenza di spezie, tra cui il chiodo di garofano (altra pianta, Syzygium aromaticum) e a noce moscata. L’aria da polverosa diventa pungente e dolce, mentre rimangono le sfumature metalliche, sanguigne come una minaccia silenziosa ma chiara.
Se l’associazione Diabolik/Vitriol mi è venuta subito, la domanda “Ma che profumo usa Eva Kant?” ha richiesto una lunga ricerca. Volevo una rosa “con le spine”, femminile ma tosta. Il profumo di questo fiore è composto da decine di elementi aromatici e ha mille sfaccettatature: vanigliata, fruttata, metallica, polverosa…
In profumeria si usano due varietà di rosa: la rosa centifolia, più dolce, che ho subito scartato per cercare una fragranza a base di rosa damascena, detta anche bulgara, la varietà più secca, decisa e che a me piace di più, anche se è considerata la meno pregiata tra le due.
Ma anche la mia rosa preferita, Une rose chyprée (****), di ANdy Tauer non mi sono sembrati abbastanza “Eva”. Lei è femminile, ma con un che di inquietante, pericoloso, mentre la rosa di Tauer ha piuttosto un lato mistico, con incenso e spezie.
Alla fine, con l’aiuto del preparatissimo (e pazientissimo) proprietario di British Box ho deciso una cosa: Eva usa attar puro di rosa di Taif, in assoluto l’essenza di rosa damascena più preziosa che ci sia. la coltivano sulle montagne dell’Arabia e quasi tutto l’attar(cioè l’essenza assoluta) è destinata alla famiglia reale saudita, che ne fa dono ad amici e dignitari, uomini o donne che siano. Per i comuni mortali l’attar è inarrivabile e devono “accontentarsi” di Un Air d’Arabie Rose of Taif (****) di Dorin ma per Eva non rappresenta un problema: cosa volete che sia sostituirsi a una principessa saudita, ogni tanto? Con il velo, non serve neppure la maschera: bastano un paio di lenti a contatto scure, per mimetizzare gli occhi azzurrissimi.
Quanto a Ginko, l’ispettore così impeccabile che io lo terrei a distanza per non sgualcirlo, la sua ricca fidanzata, Altea, gli avrà sicuramente regalato l’elegante, rigoroso e prezioso Spice and Wood di Creed.

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