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Cellotex. Alberto Burri. 1980

Cellotex. Alberto Burri. 1980

ENGLISH TRANSLATION AT THE END OF THE POST

La notizia che Amber Oud (****) by Kilian ha vinto il prestigioso premio Indie Fifi Award è uscita da qualche giorno. Solo che io ci ho messo un sacco di tempo a trovare un’opera d’arte che illustrasse la stessa emozione. Perché ho pensato: è un profumo orientale, è stato creato per il mercato del Medio Oriente, quindi è un quadro orientalista.  Ho cercato tra le opere di Delacroix, Decamps, Ingres e minori vari, che mi hanno dato tante belle emozioni, ma quella evocata Amber Oud proprio no: è avvolgente, sensuale, ma non raffigura nulla. Poi ho capito: Amber Oud è un profumo astratto. Non è un’odalisca sdraiata su un mucchio di pelli di leone. E’ un Cellotex di Alberto Burri: perfezione in nero e oro. Come il cellotex è un materiale del tutto artificiale, così Amber Oud è una combinazione di ambra – un accordo di labdano e vanillina, nato per rappresentare olfattivamente la calda luminosità dell’oro – e del fumo nero del legno di agar bruciato.
Quando l’ho annusato la prima volta, non avevo proprio capito questo profumo, anche se l’ho trovato subito bellissimo, per cui ho chiesto a Kilian Hennessy, il creatore della linea: “Amber Oud è una splendida ambra, con un fondo aromatico e fumoso straordinario. MA perché ha messo OUD nel nome, visto che non ne avverto la minima traccia?”.
Per un paio di secondi è sembrato spiazzato. Credi sia abituato a giornaliste di bellezza e lifestyle che gli fanno gli occhi dolci e domande tipo: “Per favore, vuoi dirmi quanto sei figo ed elegante?”. Sospetto di essere la prima cronistaccia della sua vita. Si è slacciato due bottoni della camicia bianca, poi ha tirato fuori intelligenza e competenza: “Vede, come è spiegato nel mio sito, a proposito di Pure Oud, la collezione Arabian Nights non è basata sull’olio di oud, che è probabilmente quello che lei conosce, ma su una riproduzione sintetica del legno di oud bruciato, che in Medio Oriente usano per profumare ambienti e vestiti. E’ quello che lei descrive come “fondo fumoso”. Dato che il mercato è invaso da profumi all’olio di oud, insieme al naso Calice Becker ho pensato di esplorare un aspetto inedito di questa essenza.  In Amber Oud non c’è l’aspetto animale tipico dell’olio. Purtroppo, le informazioni necessarie per comprendere il mio lavoro non sempre arrivano al pubblico, per cui sto pensando di mettere, in ogni punto vendita, un Ipad con tutte le spiegazioni e anche le formule dei profumi.”  Non me l’aspettavo: la maggioranza dei creatori di fragranze cercano di darti a bere che “è tutto naturale” finché non li metti davvero sotto torchio. E non rivelano mai le formule. E’ che vogliono vendere i profumi anche ai casi umani che, non capendo la chimica, ne hanno una fifa blu.
A me del “naturale” non importa niente. Se apprezziamo la musica elettronica, i quadri fatti con cellotex o acrilici e non ci interessa se un libro sia scritto al computer o a penna, perché dovrebbe importarci se il nostro profumo contiene materiali di sintesi?
A un incontro da Calé, la mia profumeria preferita, il commesso ha spiegato che un profumo conteneva aldeidi. Una tonta l’ha interrotto per dire: “Ma come, contiene roba chimica?!”. E lui, imperturbabile e geniale: “No, signora, si tratta di sostanze naturali modificate in laboratorio.” Io, in ultima fila, mi sono quasi strozzata dal ridere.

ENGLISH VERSION

Amber Oud (****) by Kilian won the prestigious Indie Fifi award several days ago. I wanted to publish a review immediatly but couldn’t find a work of art to illustrate it. I was looking in the wrong direction: as Amber Oud is an oriental fragrance and it was created for the Middle Eastern market, I browsed a lot of orientalist paintings by Delacroix, Decamps, Ingres and several minor artists, which gave me great emotions, but not the one evoked by Amber Oud: it’s envrapping, it’s sensuous but it’s not figurative: it’s an abstract fragrance. It’s not an oil painted odalisque, stretched on an heap of feline furs, it’s a Cellotex by Alberto Burri. Perfection in black and gold. As cellotex is an artificial material, so Amber Oud is an abstraction made of amber – an artificial accord of vanillin and labdanum, created to be an olfactory impression of the richness and the warm glow of gold – and of the black smoke of  burnt oud wood.

When I first smelled it, I found it very beautiful but I couldn’t understand it. So I asked to Kilian Hennessy, the creator of the fragrance: “Amber oud is a gorgeous amber, with a fantastic smoky drydown, but why did you put OUD in the name, when I can’t smell any of it in the fragrance?”

For ha second he looked disoriented. I think he’s used to posh beauty and lifestyle journalists, who ask him questions such as: “Kilian, would you tell us how cool and dashing you are?” and that I am the first scruffy street reporter he ever met. He undid two buttons of his white shirt and then switched on his intelligence and competence: “You see, as my website says, the Arabian Nights collection is not based on oud oil, which is probably what you recognize as oud, but on a synthetic reproduction of burnt oud oil, which is used in the Middle East to perfume clothes and rooms. As the marked is flooded with oud scents, my perfumer Calice Becker and I decided to explore an unknown side of this raw material. In Amber Oud there isn’t the animalic note which is typical of oud oil. Unfortunately, the information necessary to understand my work doesn’t always reach the public, so I’m considering putting an Ipad in every sales point, with all the explanations and the formulas of my fragrances.” I didn’t expect it: most fragrance creators try to make you believe “it’s all natural” unless they are under a Guantanamo-style interrogation. And never disclose the formulas. It’s because they want to sell their fragrances to the sorry cases who, having no idea of what chemistry is, are scared to death by it.

I don’t care about “natural” at all. If we appreciate electronic music, paintings made with cellotex and acrylic colours and are not interested if a book is written by pen or on a computer, why should we care if our perfume contains synthetic materials?

During a conference at Calè, my favourite perfumery, the shop assistant explained that a fragrance contained aldehydes. A dumb woman interrupted him saying: “Oh God, that’s chemical stuff!”. The shop assistant, with coolness and absolute genius, answered: “No, madam, they are natural substances modified in a laboratory.” I almost chocked myself trying to repress laughter.

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