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odriu_eva_kant_perfume-copertinaHo  frequentato Eva Kant (0) di O’Driu per più di due settimane, senza capirci nulla, tra il dolce e l’amaro, il fiorito e l’artificiale. L’ho fatto sentire ad amici che mi hanno detto cose assurde da “uno stand del salone del turismo” (?!) a “Violetta di Parma”. Perplessa, ho chiesto aiuto su Facebook e il creatore della fragranza, Orazio Pregoni di Perfumes O’ Driu, si è offerto di rispondere alle mie domande.

Perché hai scelto di fare un profumo dedicato a Eva Kant? Cosa rappresenta per te, un profumiere artista e “di nicchia” questo personaggio della narrativa “popolare”?

Eva Kant perfume rappresenta per me un traguardo di profumeria moderna, non per l’uso atipico della materia prima, ma per aver rappresentato una donna diversa, ricca di conflitti interiori e di emotività, cinica e sacra per comportamenti fuori dal comune, imprevedibile eppure semplicemente bella e fedele.

Eva Kant il personaggio rappresenta la nicchia più colta del fumetto italiano, trasgressivo e innovativo come nessun altro fumetto europeo ha saputo essere, in eterno spettro di censura per i contenuti e non per le provocazioni fini a se stesse! Questa è la nicchia o almeno a parer mio dovrebbe esserlo all’interno dello scenario stereotipato della profumeria: la nicchia dovrebbe essere una tarantella ancestrale e punk in un concerto rock.

Perché hai scelto proprio quelle note per Eva Kant? Per la sua eleganza senza tempo mi sarei aspettata degli accordi da “femminile classico”.

In primis ci tengo a precisare che Eva Kant (il personaggio) non è elegante e tanto meno femminile. Credo che questi due elementi (l’eleganza e la femminilità) non mi avrebbero invogliato a pensare un profumo per Eva Kant. Al contrario, quando le sorelle Giussani pensarono ad Eva, crearono un personaggio anti-femminile e non convenzionale. Considera che Eva Kant con Diabolik rappresentano la prima “coppia di fatto” in Italia, e che lei recita un ruolo paritetico a Diabolik all’interno del fumetto. Tuttavia se Eva è elegante, lo è semplicemente quando “interpreta” altre donne… Il termine eleganza per Eva lo si può attribuire ai suoi movimenti aggraziati e felini, al nero che vibra con il biondo dei suoi cappelli e allo chignon che suggerisce una derivazione nobile, come di fatto è lei, essendo una Kant. Ma quando Eva, usando una maschera e gli abiti di altri, si sostituisce alle sue vittime, ho pensato dovesse usare anche il loro profumo. Da qui nasce il presupposto di Eva Kant perfume, cioè da un dry down di vaniglia che Eva ha sulla pelle.

Quasi tutti quelli a cui l’ho fatto sentire ci hanno trovato una sensazione di “sintetico”, è voluta? Cosa hai usato per ottenerla?

Il profumo si sviluppa come un grande piatto, se vuoi un piatto da cercatore d’oro. Le note che compongono questo piatto sono la magnolia e il benzoino, che fondamentalmente suggeriscono l’infanzia rubata di Eva, la semplicità alla base di una donna molto complessa. Attorno al piatto c’è una nota di cardamomo dalla quale è impossibile uscire, rappresenta l’indole di Eva e il suo destino atipico. Sul piatto corrono piccoli frammenti d’oro che si mischiano alla terra: la lavanda nasconde lo zenzero e viceversa, la camomilla romana ammansisce la mirra, l’ylang ylang rende casto il sandalo e cosi via. Al centro del piatto, dove si crea una sorta di decantazione, convergono tutti i sentori su una nota amara e pungente di pompelmo. La sovrapposizione crea un odore che non esiste. Una nota di legno bagnato o di cantina se vuoi. Questa nota rappresenta lo spettatore di Eva, colui che rapportandosi al personaggio spietato e criminale si ancora alla propria etica ed alla propria morale per resistere al fascino di Eva. Quindi quella nota ultranaturale che percepisci è la tua morale sintetica, cioè sintesi della nostra sub-cultura così divergente da quella di Eva Kant. La grandezza di Eva Kant perfume è proprio questa, infine: non essere comprensibile, il profumo nella sua semplicità esprime caratteristiche che non possiamo comprendere, e così come Eva, comprende lui noi, catturandoci.

Non è che dopo l’intervista ci abbia capito molto di più, a parte il fatto che Pregoni e io abbiamo un’idea molto diversa di “femminilità”, “eleganza”, “popolare” e soprattutto di “morale”. Anche se è vero che la mia morale è sintetica: “ama il prossimo tuo”, in effetti, è un’espressione assai sintetica.

Comunque qui la recensione (in inglese) di uno a cui Eva Kant invece piace. I veri profumi di nicchia sono sempre “amore o odio”. Se piace un po’ a tutti, ma a nessuno molto, è un profumetto commerciale. Ecco, Eva Kant non lo è.

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