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Per la prima volta, le cose che mi sono piaciute di più a Esxence sono italiane.
Prima di tutto, la linea Masque Milano. Seguo questo brand dal suo esordio, con due profumi di cui non vale neanche la pena di parlare. Poi, i fondatori, Alessandro Brun e Riccardo Tedeschi, due ingegneri, ci hanno riflettuto sopra, hanno deciso di migliorare il processo creativo e hanno assunto alcuni nasi veramente bravi (Delphine Thierry, Meo Fusciuni and Cecile Zarokian) e Maria Grazia Fornasier-Cajelli di Molillettes and CO come consulente.
Il risultato sono quattro fragranze drammatiche, ispirate all’opera lirica, ciascuna delle quali merita una recensione al più presto: Montecristo e Terralba di Delphine Thierry, Luci e Ombredi Meo Fusciuni e Tango di Cecile Zaròkian.

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Nel loro stand le fragranze si potevano provare indossando una maschera e guardandosi allo specchio
Il documentario The Nose di Paul Rutger racconta la storia di Blamage, l’ultima fragranza della linea Nasomatto di Alessandro Gualtieri. Alla prima italiana del film, durante Esxence, la scena che mi è piaciuta di più è l’incontro tra Gualtieri e Victoria Christian. Quando lui ha detto “Quello che mi piace di più in  n°1 è l’odore di merda di gatto!”. Mi sono ribaltata dal ridere. L’espressione della signorina Christian è imperdibile. Peraltro, nel profumo c’è lo zibetto, che di quello sa.
la prima è stata anche l’occasione per dare una sniffatina a Blamage. E’ eccellente e molto diverso dagli altri Nasomatto: verde e per niente animale. Forse l’idea di Gualtieri di partire da alcune materie prime scelte a caso lo ha portato a scoprire nuovi percorsi nel suo viaggio olfattivo.
Per finire, sono entusiasta di Antonio Alessandria Parfums. Antonio, pure lui ingegnere – forse l’Italia sforna pochi brevetti tecnologici perché i nostri ingegneri si danno ai profumi- ha aperto una profumeria di nicchia a Catania e ora ha la propria linea, tre fragranze ispirate alla notte.

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