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Giovedì sera, 19,30 circa. La Felicità è al comando: mi sto recando in Vespa a Le Trottoir sulla Darsena per la presentazione del libro La storia segreta di Milano dell’amico Paolo Sciortino, quello di Cracking Art, che ha riempito la città di animali di plastica colorata. Dopo un po’ di giri per strade secondarie ma bellissime, dovuti ai lavori per la M4, arrivo in Corso XX Marzo e da lì in Piazza V Giornate. In mezzo a un delirio di mezzi di trasporto di ogni tipo, mancano solo i risciò, sto per svoltare verso viale Regina Margherita. Vado pianissimo e meno male: qualcosa mi urta sul lato destro e mi sbatte sul pavè. Su di me incombe un’utilitaria grigia, in retromarcia, che mi spinge addosso la Vespa. Vedo la targa DH252… Intanto, le auto mi sfrecciano accanto, mentre sono rannicchiata sull’asfalto. pauraLa Paura prende per un attimo il comando e mi fa alzare di scatto. Esprimo al guidatore della macchinetta, un anziano che credo indossasse un cappello, i seguenti concetti: “Egregio signore, la prego di desistere dall’indietreggiare, visto che ha testé messo in pericolo la mia vita e sta danneggiando il mio mezzo di trasporto, comportamento da cui deduco razionalmente che lei non è in grado di condurre nemmanco un monopattino, e che purtroppo mi induce a fare illazioni, da cui come femminista mi dissocio, sulle gentili signore della sua famiglia.” Alla consolle è subentrata la Rabbia, per cui mi esprimo a voce altissima e in termini ricchi di doppie zeta, tr ecc.

Rabbia
Lui e le signore che trasporta, forse c’è anche un bambino, ma non ne sono certa, mi guardano con vago disprezzo e, approfittando di un istante in cui hanno via libera, si dirigono verso Corso di Porta Vittoria e accostano accanto al Coin. Ho un brutto presentimento, per cui ripeto ossessivamente il numero di targa. Solo che una folla di persone gentili e solidali mi si avvicinano, mi portano sullo spartiacque pedonale davanti al Coin e mi chiedono se sto bene e se mi serve un’ambulanza. Mi sento in obbligo di tranquillizzarle, sto benissimo, non ho un graffio, solo che rispondendo mi distraggo e dimentico le ultime cifre. Intanto, l’investitore è ripartito, dileguandosi verso il centro.

pauraricordo“Ha segnato targa e modello? “ mi chiede la dolcissima signora A.L. che intanto ha chiamato il numero delle emergenze. Modello?! La Paura fruga agitata tra i miei neuroni, per scoprire che, da sempre, hanno registrato solo quattro categorie di automobili: Grande, Piccola, Alta e Bassa. Dico i numeri di targa che ricordo e il colore, di quello sono sicura. Dal centralino dei Vigili rispondono che manderanno una pattuglia. La signora A.L. mi offre una caramella e, insieme a un’altra ragazza, mi lascia il proprio cellulare in caso abbia bisogno di testimoni. Un collega vespista si ferma, solleva il mio mezzo, che è rimasto in mezzo alla strada, e lo sposta al sicuro. Senza che debba chiedere nulla.

Al comando c’è sempre la Rabbia, ma sull’isola della Gratitudine stanno sparando i fuochi d’artificio. Le persone solidali, visto che sto bene, se ne vanno per i fatti loro.

gratitudineDopo un’ora, i Vigili ancora non compaiono all’orizzonte e la Rabbia non si leva dalla consolle, per cui Felicità preme il suo tasto segreto per riprendere il comando accende l’isola dell’Amicizia e preme il tasto “vai a bere”. Faccio un post furibondo su Facebook, che mi porta risposte affettuose e qualche suggerimento: “Fatti fare il referto dal Pronto Soccorso”. E che refertano? Una macchia sulle braghe? Mica è una tintoria, devono pensare a chi sta male davvero. Più tardi capirò che hanno ragione loro.
Mi dirigo al Balubà, lì vicino, dove ho appuntamento con Pinketts, Cappi e altri amici per la presentazione dell’autobiografia di Gaetano Liguori. Lì mi autosomministro un calmante sotto forma di due Moscow Mule e poi Paura mi dice: “Se i Vigili chiamano ora e fanno il palloncino, sono cavoli amari.”

gioia L’alcool stende la Rabbia e la Gioia riprende il comando, per cui mi godo i racconti di quando Liguori è scappato con la moglie di un capo sandinista e di quando hanno trovato il suo numero nell’agendina di un brigatista in un covo che lui non ricorda ma io sì: Via Monte Nevoso. Paura scuote sconsolato la testa: perché i lavoratori della mente hanno buttato via tre numeri della targa della macchina che ho visto un’ora prima e si tengono tutte le malefatte di tutti i terroristi della storia? Colpa dell’isola del Senso Civico, che continua a tirare fuori questi ricordi. Ma quello base è di una vittima delle Torture di Pinochet, che ho conosciuto di persona. E chi dimentica?
Purtroppo o per fortuna, vigili non chiamano. Verso mezzanotte torno in piazza V Giornate perché Paura mi ricorda che ho lasciato il mangime per il gatto nel bauletto e che non bisogna mai essere l’unica fonte di proteine di un felino. Poi me ne vado a casa a piedi, perché ancora non me la sento di guidare (e ho bevuto come un battaglione di alpini).
L’indomani leggo un altro po’ di commenti su Facebook. Tutti mi consigliano di sporgere comunque denuncia, anche se né io né la Vespa abbiamo danni: uno abbastanza dissennato da fare marcia indietro in mezzo al padre di tutti gli ingorghi prima o poi ammazzerà qualcuno. E io, in preda alla convinzione di essere in un Paese normale, dove, se non c’è stato un intervento immediato, il cittadino si reca in ufficio e presenta denuncia, mi vado al Comando dei Vigili di piazza Beccaria. Scopro che non prendono le denunce se non sulla strada: devo tornare in piazza V Giornate, chiamare il numero del Pronto Intervento e aspettare che vengano a farsi raccontare cos’è successo. L’operatore mi sgrida perché non ho chiamato subito.
“Ho chiamato, anzi, ha chiamato A.L. ma non siete venuti”
“E chi le ha detto che non siamo venuti?”
Rabbia si avvicina pericolosamente alla consolle.
“Beh, vi ho aspettato un’ora, avevate in mio numero, perché non mi avete chiamato?”
“Noi non siamo tenuti a contattare i cittadini, siete voi che dovete chiamare se vi allontanate. La pattuglia è arrivata, non ha visto nessuno e se ne è andata.” Il mio numero se lo sono fatti dare così, per curiosità.
Rabbia e Disgusto fanno a cazzotti per prendere il comando. Vince Disgusto, che preme il tasto “sarcasmo”, una delle mie difese disfunzionali. “Eh, sì, dovevo dormire lì”.
L’operatore mi gela: “Se vuol fare la spiritosa ha sbagliato numero.” L’isola del Senso Civico vacilla, Rabbia prende fuoco, Disgusto vomita, Tristezza piange tra le braccia di Gioia. Paura ne approfitta per attivare l’area “pensiero razionale e pragmatico”, la mia difesa più sana ed efficace.

rabbiadisgustopaura
“Senta, io voglio fare questa denuncia per puro senso civico, non mi aspetto risarcimenti ma vorrei che chi mi ha investito ed è scappato venisse rintracciato e sanzionato. Come posso fare, per favore?”
“Torni sul luogo dell’incidente e ci aspetti lì.”
“Senta, nel punto esatto dell’incidente un pedone non ci può stare. Va bene se aspetto dentro il Coin, visto che fa freddo?”
“Cosa crede, che veniamo a cercarla dentro il Coin?” No, uno squillo sul cellulare, però me lo potreste anche fare…. Paura mi impedisce di dirlo.
“Va bene, allora vi aspetto all’angolo dove c’è l’entrata del Coin.”
“Se si allontana, ci avvisi”. Rabbia tende la mano verso il tasto “sarcasmo” “Certo, come dipendente del Comune ho il dovere di informare se mi assento dal posto di lavoro”. Ma Paura la blocca. Mi piazzo sull’angolo e attendo, attendo, attendo, riscaldata dalla Rabbia.

rabbiabbqDal Coin escono effluvi di profumi. La mia enorme isola dell’Olfatto si accende. Gioia dice: “dai, solo uno sniffetto ai nuovi Chanel, sono vicinissimi, quando annusi poi sei contenta…”. Ma Paura mi blocca lì dove sono: e se i Vigili arrivano e non mi vedono?
Ferma impalata sull’angolo do tante di quelle indicazioni ai turisti che l’Urban Center mi fa un baffo “Duomo ululì, metrò Porta Venezia ululà”.

Osservo ansiosa il traffico, sperando di scorgere l’auto della Polizia Municipale. Quando ho detto a mio nipote: “Qui a Milano stai attento, ci sono un milione e mezzo di persone, di cui un milione guida da pirla” sono stata troppo ottimista. A guidare da perfetto idiota è almeno il 90 per cento. In due o tre fanno esattamente quello che ha fatto chi mi ha investita: cercano di bruciare il semaforo e si ritrovano incastrati nel traffico proveniente da viale Majno. Ma almeno non fanno marcia indietro, per cui causano solo un bell’ingorgo, un po’ di inquinamento in più e numerose associazioni improprie tra personaggi del catechismo e animali da cortile da parte degli altri automobilisti. Affiora il ricordo del Puttanone celebrato da Gino e Michele.
Finalmente scorgo un’auto della Polizia Municipale e faccio un cenno con la mano. Gioia saltella entusiasta ma Tristezza prende il comando quando il Vigile alla guida mi fa il gesto inequivocabile “che vuoi?” e tira dritto. Il mio cellulare si sta scaricando per cui chiamo la centrale operativa per avvisare che, nel caso decidessero di chiamarmi, potrebbero trovarlo spento ma che sono sempre lì e non mi muovo. Non risponde nessuno.
Ripeto ossessivamente il mantra dell’Elettore Deluso da Pisapia “conlamorattierapeggio” ma l’isola delle Convinzioni Politiche trema. Gioia la rinsalda con i ricordi “Rom deportati” “E Campus” “San Patrignano” “Sensitivo” “Casa di Batman” “Moschea di Sucate” e “Red Ronnie”.
Potenza del mantra, i vigili mi chiamano loro, stavolta gentilissimi: “Guardi signora, la pattuglia si sta occupando di un altro incidente, tra una mezz’ora dovrebbero farcela”.
Dopo tre quarti d’ora mi chiamano di nuovo: “Ci dispiace tanto, la pattuglia che doveva venire da lei ha avuto un incidente. E l’unica altra pattuglia disponibile sta facendo il verbale sull’incidente dei colleghi. Se vuole può aspettare un altro paio d’ore, altrimenti ci richiami domattina.” Chiedo, tristezzainvano, se ,a questo punto, sia possibile fissare un appuntamento a un’ora precisa. Ovviamente no, potrebbe sempre verificarsi un incidente più urgente. Sto tremando per l’umidità, Tristezza è al comando, per cui mi sniffo tutto il settore profumi del Coin e me ne vado a casa ripetendo “conlamorattierapeggioconlamorattierapeggio…”
La mattina dopo parlo con un Vigile, amico di un amico e mi spiega che, in sostanza, anche se i suoi colleghi fossero arrivati non avrebbero potuto fare nulla: i dati che ricordo sono troppo pochi per rintracciare l’investitore. Gli dispiace che abbia aspettato tanto, ma sono sotto organico, danno giustamente la priorità agli incidenti con feriti e c’è gente che li chiama quando dovrebbe semplicemente fare la constatazione amichevole. “Sembra incredibile, ma ci chiamano soprattutto quelli che hanno torto marcio e vorrebbero farsi dare ragione.” Rabbia tenta di prendere il comando ma Tristezza preme il tasto “pensiero razionale”.
“Ma in corso di Porta Vittoria ci sono le telecamere…”
“Sì, ma la Legge ci permette di guardarle solo se c’è un reato penale. Spero che non le accada più nulla, ma se qualcuno dovesse scappare senza lasciare i propri dati, lei finga di stare male e faccia chiamare l’ambulanza. Così possiamo accusarlo del reato di omissione di soccorso, visionare le telecamere e prenderlo.”

L’isola del Senso Civico lampeggia: non sa se deve stare accesa o spegnersi definitivamente. Rabbia non sa cosa fare: prendersela con il gentilissimo vigile non avrebbe senso. Lascia il comando a Tristezza.
“Ma se l’ambulanza viene da me, magari non può andare da chi sta male davvero…”
“Però facendo così ci permette di prendere uno che, se è scappato, o non ha la patente o non è assicurato o è un criminale o è un idiota completo.” Avendolo visto in faccia, propendo per la quarta ipotesi.
Gioia e tristezza, per rinsaldare l’isola del Senso Civico, che si sta sgretolando, attivano il ricordo “conversazioni con Ultimo e i suoi uomini”.

ricordoUltimo Se questi intelligentissimi eroi se lo son preso sostanzialmente in saccoccia e continuano a servire i Valori della Costituzione, mica posso smettere io, solo perché non mi ricordo una targa e non capisco un tubo di automobili. L’isola del Senso Civico regge al duro colpo: per aver giustizia di un delinquente, in questo schifo di Paese, bisogna simulare un reato.
In conclusione, ho tanta gratitudine per tutti quelli che mi hanno aiutato e due suggerimenti:
1) In caso di incidente fate tante foto con il cellulare, soprattutto alle targhe e i conducenti.
2) Se chi ha torto scappa, accusate almeno un malore per lo spavento.
Gioia ha ripreso il comando, grazie alle isole dell Senso dell’Umorismo e dell’Amicizia.

umorismo
Mi resta solo la possibilità di iscrivermi a una scuola di recitazione e la speranza che a fare il ciocco con i Vigili sia stata quella famosa utilitaria grigia targata DH252…

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